Modalità di indennizzo danni

Deliberazione della Giunta Regionale 29 aprile 2022, n. 25-4960

Legge regionale 1/2019. Disposizioni, per il 2022, a sostegno dei costi per la difesa del bestiame e il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese.
Qui il testo completo della D.G.R.

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NOVITA'!!

Nuovo bando "Difesa del bestiame e risarcimento danni da predazioni da grandi carnivori"

Clicca qui per scaricare il Bando 3/2022 - Difesa del bestiame e risarcimento danni da predazioni da grandi carnivori - Indennizzi per le predazioni. Visita la pagina dedicata sul portale della Regione Piemonte per ulteriori informazioni.

Contatti
Paola Rasetto, Settore Produzioni agrarie e zootecniche, Dir. Agricoltura
Telefono: +390114323775
Email: paola.rasetto@regione.piemonte.it

Emanuele Parzanese, Settore Produzioni agrarie e zootecniche, Dir. Agricoltura
Telefono: +390114325117
Email: emanuele.parzanese@regione.piemonte.it


Il risarcimento dei danni da lupo al patrimonio zootecnico in Piemonte: dal ritorno del grande carnivoro ad oggi

Per una più chiara e trasparente comunicazione sul tema, si illustra di seguito quali sono i soggetti che, nel corso degli anni, si sono occupati della valutazione e del risarcimento dei danni al patrimonio zootecnico causati dal lupo in Regione Piemonte:

  • Dal 1997 al 2005 i danni da canide (lupo e cane vagante per il quale non è possibile identificare un proprietario) sono stati rimborsati grazie ad un Fondo di Solidarietà costituito dalla Provincia di Cuneo, dall’Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo, dal Parco Naturale della Alpi Marittime, dal Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, dal W.W.F., dalle Comunità Montane Valli Pesio, Gesso, Vermenagna e Stura, dal Comprensorio Alpino CN5 e da Federcaccia. Il rimborso era effettuato sulla base di un tariffario unico per i bovini e differenziato a seconda della razza per gli ovi-caprini. L’accertamento era effettuato in maniera tempestiva (massimo 48 ore) da veterinari liberi professionisti appositamente incaricati.
  • Dal 2006 al 2011 è stato utilizzato un unico sistema di risarcimento regionale che annualmente veniva aggiornato e pubblicato come D.G.R. L’aggiornamento era effettuato da un “Comitato tecnico di indirizzo” composto da rappresentanti di: Osservatorio regionale sulla fauna selvatica dell’Assessorato all’Agricoltura, Settore Pianificazione Aree Protette dell’Assessorato all’Ambiente, Parchi e Aree protette, Settore Economia Montana dell’Assessorato alla Montagna, Associazione Regionale Allevatori, Associazioni di categoria agricole, Province, Centro per la Conservazione e la Gestione dei Grandi Carnivori. Le risorse economiche erano messe a disposizione dalla Regione Piemonte e la gestione del sistema era affidata all’Ente di gestione del Parco Naturale delle Alpi Marittime. I risarcimenti riguardavano tutti gli attacchi da canide (lupo e cane vagante) al patrimonio zootecnico (ovini, caprini, bovini, equini e cani zootecnici da lavoro) e prevedevano l’indennizzo di un danno diretto (pagamento del capo deceduto o ferito in base alla classe di età, alla specie e alla razza, secondo il tariffario ISMEA) e di un danno indiretto (danno non quantificabile: capi dispersi, casi di aborto, calo di produzione), definito sulla base del numero totale di capi presenti in alpeggio. I sopralluoghi per la valutazione del danno erano effettuati principalmente da Veterinari liberi professionisti afferenti al Progetto Lupo Piemonte che intervenivano in maniera tempestiva su ogni richiesta degli allevatori indipendentemente dalla loro provenienza (potevano usufruire dell’indennizzo anche gli allevatori alpicanti in Piemonte ma residenti fuori regione).
  • Dal 2012 al 2020 la Regione Piemonte ha incaricato il Co.Sm.An. (Consorzio di smaltimento rifiuti di origine animale) di produrre una polizza assicurativa per la copertura degli eventi predatori: Polizza Collettiva (Condizioni speciali di polizza – Coperture non agevolate per i danni da predazione sul bestiame domestico). I beneficiari della polizza erano tutti gli allevatori che aderivano al Consorzio e le cui imprese agricole di allevamento risiedevano nei territori collinari o montani della Regione Piemonte. Fino al 2014 l’adesione al Consorzio era obbligatoria per i titolari di impresa agricola di allevamento, ai sensi del D.M. 31/01/2002 e s.m.i., identificata tramite Codice Unico dell’Anagrafe Agricola (CUAA), la cui consistenza superava i 10 UBA. Dal 2015 la polizza diventava ad adesione volontaria, di conseguenza solo gli assicurati avevano l’interesse di denunciare un danno per accedere all’indennizzo.
    Secondo quanto riportato nel Capitolato di Polizza, il danno assicurabile era il “danno diretto” cioè il valore dei capi bovini, ovi-caprini, equini a seguito di morte (anche per abbattimento di urgenza o diroccamento), smarrimento e/o ferimento causati da eventi predatori da parte di canidi e linci verificatisi nel territorio della regione Piemonte. L’accertamento dell’evento predatorio era effettuato dai Veterinari delle A.S.L. La liquidazione del danno avveniva in base al prezziario ISMEA e secondo le disposizioni della polizza.
  • Dal 2021 ad oggi la Regione Piemonte, con D.G.R. n. 19-3033/2021, ha approvato le disposizioni per il sostegno dei costi per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese, con mandato alla Direzione Agricoltura - Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche.
    Hanno diritto agli aiuti gli allevatori di ovini, caprini, bovini, equini o altre specie di interesse zootecnico sul territorio della Regione Piemonte, iscritti all’Anagrafe Agricola regionale. L'indennizzo copre i danni diretti, cioè il 100% del valore commerciale del capo predato o disperso, facendo riferimento al tariffario ISMEA o della Camera di Commercio di Cuneo. L’indennizzo è aumentato del 15% qualora l'animale sia gravido e tale circostanza sia stata riportata sul verbale dell’ASL. E’ riconosciuto l'indennizzo dei danni indiretti (80% delle spese veterinarie e farmaceutiche per gli animali feriti, il 50% delle spese per la rimozione e lo smaltimento dei capi, un indennizzo forfettario per il risarcimento delle perdite di produzione). L’accertamento dell’evento predatorio è affidato ai Veterinari delle ASL ma, qualora questi non possano procedere al sopralluogo nei tempi previsti, l’allevatore può presentare documentazione attestante l’invio all’ASL competente per territorio della richiesta di sopralluogo per avvenuta predazione e documentazione relativa alla predazione (autocertificazione e rilievi fotografici). Le domande di indennizzo devono essere inserite su apposita procedura SIAP del portale della Regione Piemonte. Considerato quanto riportato sopra, si precisa che il Centro Grandi Carnivori, coordinato dall’Ente di gestione delle Aree protette Alpi Marittime, , è titolare dei dati sugli eventi predatori fino al 2011. Successivamente tali dati devono essere richiesti, a seconda delle annate, a Co.Sm.An. o ai Servizi Veterinari delle A.S.L. Ovviamente, in tutti i casi i dati disponibili riguardano unicamente gli eventi denunciati dagli allevatori e per i quali sono stati effettuati i sopralluoghi da parte del personale incaricato ed opportunamente formato.


    Documentazione utile:

Ulteriori informazioni sono reperibili nei report prodotti dal Centro Grandi Carnivori o dai Progetti LIFE Wolfalps, fermo restando quanto detto sopra circa la proprietà dei dati.