Centro Grandi Carnivori
Scambio formativo tra il CGC e il progetto "Lynx Turingia"
Centro Grandi Carnivori
La competenza del Centro Grandi Carnivori si accresce grazie a un’esperienza formativa in Romania insieme agli esperti del Progetto “Lynx Turingia”.
La biologa Elisa Avanzinelli e la veterinaria Arianna Menzano, tecniche del Centro di referenza regionale dei Grandi Carnivori, sono state protagoniste di un’esperienza formativa in Romania, uno degli Stati partner del progetto “Lynx Turingia - Connecting lynx populations across Europe”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente della Turingia con il supporto, tra gli altri, della ONG ACDB (Associazione per la Conservazione della Biodiversità Romena) e del servizio forestale rumeno Romsilva.
L’obiettivo principale del progetto, avviato dal BUND Thüringen insieme all'Università Georg-August di Gottinga e al WWF, è quello di mettere in connessione le popolazioni di linci a livello europeo: dagli anni ‘70, infatti, in molti Paesi europei sono stati avviati progetti di reintroduzione della lince eurasiatica (Lynx lynx) grazie ai quali in Germania, attualmente, sono presenti tre popolazioni di lince ma molto distanti tra loro: nella Foresta Bavarese, nell’Harz e nella Foresta del Palatinato. La frammentazione della popolazione determina un ridotto flusso genetico, con conseguente aumento della consanguineità un progressivo indebolimento della popolazione stessa.
Nonostante la vicinanza con l’Harzl, il monitoraggio svolto in Turingia nell’ambito del progetto ha mostrato che una sua colonizzazione naturale da parte della lince nei prossimi decenni è estremamente difficile. Quindi, per dare un futuro alla specie in quest’area, il progetto si pone l’obiettivo di reintrodurre attivamente fino a 20 linci in Turingia entro il 2027.
Ed è qui che entra in gioco la Romania. La lince è comune nei Carpazi, la popolazione è consistente e con alta variabilità genetica (a differenza di quelle presenti in Germania): i Carpazi ospitano una delle più grandi popolazioni autoctone di linci rimaste in Europa, stimata a circa 2100-2400 animali, di cui 1500-1800 solo nei Carpazi rumeni.
Per questo motivo quest’area è stata scelta come zona per il prelievo degli animali che vengono poi traslocati, dopo un periodo di accertamento delle loro condizioni sanitarie e di ambientamento, in Turingia.
Le attività che le referenti del CGC hanno svolto nei Carpazi insieme agli esperti del progetto sono state il monitoraggio di tipo non invasivo sulle linci, principalmente attraverso le fototrappole e la ricerca dei segni di presenza; hanno inoltre assistito alla cattura di due esemplari.
Infine, hanno visitato il Parcul Natural Vânători Neamț, impegnato in un progetto di reintroduzione del bisonte europeo e dell’alce.
Per il Centro Grandi Carnivori è stata l’occasione di fare esperienza e formazione sul campo sulla specie lince e sul suo monitoraggio e per avviare un networking per possibili collaborazioni future.
Infatti, anche se la lince è una presenza rara sul territorio piemontese, negli ultimi anni sono stati registrati sporadici avvistamenti della specie nel Nord della regione. Costruire oggi una solida rete europea con i massimi esperti della specie è fondamentale per affrontare con il piede giusto un eventuale ritorno naturale della lince in Piemonte.







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