Conservazione e citizen science

Alla ricerca delle lucciole

Conservazione e citizen science

Partecipa al monitoraggio delle lucciole sul territorio protetto: in caso di avvistamento, compila il modulo e aiutaci così a tutelare la biodiversità notturna.

Panorama notturno dal bivacco Varrone: l'alone arancione è inquinamento luminoso | S. Mondino, Archivio APAM

"Girano le lucciole nei cerchi della notte" cantava Paolo Conte in "Diavolo Rosso", nel 1982. Ma di lucciole che girano nei cerchi della notte, purtroppo, se ne vedono sempre meno.

Nell'ambito del progetto Interreg ALCOTRA "Cieli Stellati", che si pone l'obiettivo, tra gli altri, di studiare le specie chiave del mondo notturno particolarmente colpite dall'inquinamento luminoso, le Aree Protette Alpi Marittime intendono realizzare un censimento delle lucciole presenti nei territori dell'Ente, di cui ad oggi, purtroppo, si hanno pochissimi dati.

Ed è qui che entri in gioco tu!
Diventa un "cittadino scienziato" e segnala le lucciole che vedi compilando l'apposito modulo. Grazie a te, gli esperti potranno individuare i siti di presenza delle lucciole e identificare, in seguito, la specie.

Ma perché proprio le lucciole?

Avrai avuto anche tu la fortuna di vedere un prato illuminato da centinaia di piccole "lampadine volanti"; questa capacità delle lucciole, definita bioluminescenza, è dovuta alla presenza di organi fotogeni e di una molecola, la luciferina, la cui ossidazione genera la luce. Il processo è catalizzato da un enzima, la luciferasi. A seconda della specie e del genere, il rilascio di luce può essere continuo (ad esempio nelle femmine adulte di Lampyris) o intermittente (come nei maschi adulti di Luciola).

Questo caratteristico "bagliore" è fondamentale per l'accoppiamento. Ad esempio, negli esemplari di Luciola, uno dei generi più diffusi in Italia, dalla seconda metà di maggio fino a luglio, quando cala il buio i maschi iniziano il loro volo nuziale, illuminandosi a intermittenza. Le femmine, ferme al suolo o posate su steli erbacei, emettono impulsi luminosi a cui i maschi rispondono, per poi calarsi improvvisamente sulle femmine con un volo detto "a paracadute". In pratica, comunicano tra loro attraverso la luce.

È quindi facile comprendere come la vita di queste piccoli coleotteri stia diventando sempre più difficile e rischiosa a causa del preoccupante fenomeno dell'inquinamento luminoso. Se pensiamo che oggi l'80% della popolazione mondiale e il 99% di quella statunitense ed europea non vede più il firmamento come lo vedevano i nostri nonni, figuriamoci come fanno a trovarsi in una notte piena di luci artificiali due minuscole lucciole.

Inoltre la crisi climatica, in particolar modo l'innalzamento delle temperature e l'alterazione delle precipitazioni, aumenta la mortalità delle larve e diminuisce la disponibilità di risorse alimentari, contribuendo inoltre allo sfasamento fenologico, ossia una maggiore irregolarità nei cicli di vita delle lucciole che, a sua volta, riduce il successo negli accoppiamenti in quanto c'è asincronia tra i periodi di segnalazione luminosa dei singoli individui.

Studiare e contrastare l’inquinamento luminoso, come si vuole fare con il progetto Alcotra “Cieli Stellati”, e compilare il modulo in caso di avvistamento di lucciole, significa contribuire alla conservazione e alla tutela di questi animali incredibili che fanno parte non solo degli habitat naturali che ci circondano, ma anche della memoria di ognuno di noi.


Iniziativa di citizen science organizzata nell'ambito del progetto Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA 2021-2027 | Cieli Stellati/Trame Noire


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Ultimo aggiornamento: 25/06/2026

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